Il tuo rapporto con la Bellezza

Sin dagli antichi egizi, babilonesi e poi i greci la bellezza è associata alla forma,così l’armonia  pensando al rapporto aureo. Il culto e la ricerca della bellezza sembrano essere antichi come antica è la ricerca della felicità e dell’elisir di lunga vita.

Oggi possiamo fare considerazioni che possono andare al di là della forma. Lafroditea Bellezza è dello Spirito che anima la forma. Nelle persone possiamo sperimentare questo. Vediamo molti corpi di belle fattezze ma muti ad esprimere sensualità, grazia, dolcezza, o forza.

Belli si diventa!

La Donna è Femminile non per dovere di dimostrare qualcosa,
ma per seguire il flusso delle sua Essenza. La Donna integrata non è svenevole né seduttiva….ma è sensuale.
La seduzione è indice d’insicurezza e si basa sull’ottenere per sé qualcosa che si pensa di non avere…è il percepirsi nella mancanza.
L’integrità del femminile conosce sia la dolcezza che l’accoglienza ma nello stesso tempo sa esprimere la forza (polo maschile) e la fermezza per arginare e tenere a distanza ciò che non è congruo con il suo stile d’Amore.
La sensualità è la bellezza dell’anima che si avvicina sempre più alla sua natura divina.
La Bellezza non è della forma in sé ma dello Spirito che veste la forma…

Pertanto care sorelle, non affannatevi troppo nelle palestre o nella cosmesi con lo scopo di dover acchiappare chissà cosa, ma lavorate su tutto ciò che di profondo e meraviglioso avete nel vostro Cuore….
Allenatevi all’ascolto del vostro Intuito ed imparate a rifugiarvi nella vostra caverna, o nel vostro bosco… per accogliere i suggerimenti della Grande Madre…
nessun uomo ve lo potrà donare, nessuna carità da chiedere, ma sentite costantemente il contatto della Danza originaria fra il vostro Maschile e il vostro Femminile ché ad ogni vostro passo spargerete semi di Luce…

La stessa cosa vale per l’uomo. La sua bellezza sarà esaltata nell’essere sicuro di sé, indipendente affettivamente e che sa prendersi cura di se stesso sotto ogni profilo. Che ha smesso di dimostrare e di scendere ai compromessi della competizione. Che ha cessato di pretendere le attenzioni per sé come un bambino piccolo quando le chiede alla mamma. Che in base a come è il suo corpo sa essere piacente perché ha l’intelligenza, la simpatia, la poesia, e tante altre qualità che sarà lui per primo ad apprezzarle prima che lo facciamo gli altri.

L’archetipo dell’Amante ci insegna ad amare e nell’amore nasce la bellezza della vita e di tutto quello che ci circonda. Ci insegna a conoscere meglio noi stessi attraverso le cose su cui il nostro amore è riversato. L’impegno con se stessi con la propria crescita ed evoluzione paga nel tempo. Persone che decidono di mettersi in discussione, di affrontare i loro lati ombra ed il Drago interiore non fanno altro che accrescere la Luce interiore fino ad illuminare viso e occhi, come se la forma stessa avesse subìto dei cambiamenti che non sappiamo descrivere.

Il Lavoro interiore fa diventare più belli, questo è il segreto!

Annunci

Imparare a tagliare e a lasciare andare

“Fa già abbastanza male sapere che morirai. Ma saperlo e sentire che la tua vita è priva di senso è veramente duro da sopportare. Spesso, tuttavia, la soluzione al dilemma non è nell’evitare di riconoscere la morte, ma nel dar senso alla propria vita proprio accettando l’inevitabilità della morte.” (Carol S. Pearfarfalla-uomo1son, Risvegliare l’eroe dentro di noi) Stiamo parlando dell’archetipo del Distruttore. Nel nostro Occidente, parlare di morte è diventato un tabù. Non si può toccare l’argomento come se ciò che lo impedisce fosse una specie di senso del pudore, o timore…forse ci frena il fatto del – Va tutto bene! – come se parlare di passaggi e viaggi fossero cose solo di questo mondo. In realtà è negare una parte di sé. E’ tagliarsi fuori dal ciclo della Natura Vita-Morte-Vita. Ci si snatura evitando l’inevitabile, ci facciamo violenza con il perfezionismo, con la superficialità ed il pensiero ossessivo di curare il corpo pensando che sia eterno, pensando di sfuggire a quello che si teme: la morte. Non si può non affrontare una questione. L’illusione di evitarla a tutti i costi, non è altro che dare una forma diversa a ciò da cui si fugge. Evitando la morte, ossia il fatto di lasciare questo corpo fisico, si evita una parte profonda di se stessi. Si evita un processo naturale nel quale respiriamo, ci muoviamo ed amiamo. Si evita il cambiamento. L’inizio e la fine di ogni cosa di questa dimensione. Ma nell’incostante troviamo ciò che è immutabile. Ecco dove ci porta l’accettazione dell’inizio e della fine. La natura con le sue quattro stagioni ci mostra nel suo silenzioso autunno ed inverno che quello è una falsa morte, che quel letargo di vita è solo un dolce riposo o un ritmo rallentato di ciò che costantemente si muove per poi riaccelerare il passo con la primavera e l’estate. Ma la Vita non può morire mai! E la Vita vera non è certamente quella del corpo, esso è solo il riflesso del riflesso… La Vita vera abbraccia tutto, non ha forma né opposti, trascende la dualità, il mondo polare. Così anche nel tempo è possibile scorgere tracce di Eternità, così nella morte scorgiamo la Vita. Nella dimensione polare viviamo molte morti in realtà. Come ad esempio il cambiamento di un punto di vista, lasciare andare una vecchia modalità, cambiare strada, chiudere una relazione o la trasformazione di una relazione per cui alcune vengono percepite come un processo naturale senza neanche accorgersi, altre come dolorose. Comunicare un’emozione profonda, rompere il muro di un silenzio, mollare una situazione in cui prima ci si spaccava la testa e così altre innumerevoli forme di metamorfosi. Svestirsi di vecchi stracci e soprattutto di ciò che non serve. Questo archetipo ci invita a vivere nell’essenzialità della vita, via dai falsi bisogni, via dai giochi del mondo. Abbiamo armadi pieni di vestiti che ci bastano per altre cinque vite, ogni persona non si sa quante paia di scarpe possiede, e pieni di ninnoli e oggetti insignificanti per la casa, e scaffali pieni di provviste per la paura della mancanza come se si fosse in una situazione di carestia post-bellica. Ci riempiamo di libri, di corsi, di conoscenze ed amicizie per la paura della solitudine, di cose da fare, di tecniche per allungare la vita fisica e altre forme magiche salva-vita. Tolto tutto questo, siamo solo – Tu con Te! – , tu e la natura intorno a te! Avete mai provato la sensazione dello stretto rapporto con la Natura? Cosa vuol dire mettere da parte gli schemi e i ruoli sociali del mondo con le sue false salvezze? Ecco…dapprima è il vuoto e la paura. Ma è qui che dobbiamo entrare…in questo vuoto e profonda destrutturazione. Questo è quello che fuggiamo quotidianamente, la perdita di senso ed il vuoto in ogni cosa, in ogni relazione in ogni luogo. Ma questo è un grande portale di Luce. Entrare nella paura e accettare di guardare dentro è l’unico modo per uscirne e liberarsene. Poi piano piano si comincia a riempire di un nuovo senso e di nuova carne ciò che sembrava nudo…. Tu e la Terra, il Cielo, l’Aria ed il Fuoco del Sole. In realtà poi, tanto soli non siamo! Ritornare all’Essenza delle cose, vuol dire ritornare alla pienezza della Vita, ma una pienezza diversa da come la concepisce il mondo. Ritrovare l’Essenziale aiuta ad entrare in contatto con il Centro di se stessi, con ciò che siamo e con lo scopo con cui siamo venuti su questa Terra a svolgere la nostra missione. Distogliere lo sguardo da ciò che è fugace e passeggero compreso il nostro corpo, ci conduce in una dimensione di pace e gioia, una dimensione senza tempo dove la ruggine non può intaccare alcuna cosa. Trovare quello spazio interiore in cui si scopre solo ciò che è eterno, perché di questo abbiamo bisogno, non ci bastano i momenti di piacere che passano veloci nel nostro campo percettivo, non ci possiamo accontentare di meno della grandezza e dell’Amore e della Gioia eterni con cui Lui ci ha creati. Ecco la grande insoddisfazione, Esseri di Luce che pensano di vivere in corpi limitati, che pensano che il mondo sia la loro casa, Esseri Eterni che pensano di adeguarsi in una scatola. Questo non è possibile, ecco la grande insoddisfazione per non ricordare Chi Siamo. Il corpo, la materialità delle cose del mondo e così il tempo saranno gli strumenti che utilizzeremo non per altri scopi che quello di ritornare all’Eterno Amore che brilla in fondo al cuore di ogni creatura. Ma grazie all’azione del Distruttore possiamo avvicinarci a questa verità. Imparare a relativizzare le cose del mondo e ricordarsi che apparteniamo ad un quadro più grande, ad un Totale, e smettere di scambiare la parte per il Tutto ma ritrovare la connessione con la Realtà Reale, fare opera di trascendenza in ogni situazione. Ritornare al centro e all’essenza delle cose. Delle questioni cogliere la struttura e rimanere fedeli ad eSummer funssa per poi creativamente generare e formare nuove idee e nuovi colori. Fare spazio al vuoto per creare un pieno…vuol dire in altro modo scoprire che quello che per l’essere umano è il vuoto, è il pieno visto con gli occhi dello Spirito. (e.paparoni)

L’impegno con se stessi

Sembra forse scontato che sia semplice essere se stesinerisi e dimostrarsi autentici così come si è…

Confondere la propria maschera sociale con la vera identità, vuol dire che si arriva a sentire, percepire, volere cose che non ci appartengono ma sono frutto di incorporazioni acritiche di desideri o schemi comportamentali che la società impone a suo modo.
Vuol dire rimanere una vita a proteggersi, difendersi sulla base di un senso d’identità farcito di paure.

Molti di noi sono confusi riguardo l’argomento dell’impegno verso di sé e sono presi e impegnati per le faccende degli altri, qui, se vogliamo, c’è un Angelo custode alterato se si perde di vista il proprio mondo percettivo fatto di sensazioni ed emozioni vive. Impegnarci per gli altri riempie quel vuoto affettivo e lenisce la paura di affrontare il proprio dolore interno. Ci fa sentire appagati sotto molti aspetti, amati, considerati, fino a quando non viene rifiutato ciò che viene proposto all’altro, o messo in discussione per non rispondere alle aspettative esterne, o finché le riserve di energia cominciano a scarseggiare.

Il proprio Eros, energia vitale, è messo a disposizione di tutti, tranne che per se stessi.

Magari possiamo anche credere di mostrare impegno verso noi stessi partecipando a corsi, utilizzando tecniche, imparando discipline e altro ancora per sentirci a posto, per far credere a noi stessi di fare qualcosa che ci possa rendere migliori od aumentare il livello di benessere. Sicuramente qualcosa di buono accadrà all’interno del corpo…ma non dobbiamo mai dimenticare che il nostro ego è molto furbo ed intelligente e tutto mette a disposizione purché non si vada a contattare quella paura, a guardare quella ferita o quel lato ombra più da vicino.

Tuttavia la Vita e l’archetipo dell’Amante ci aiutano, nel rispetto dei nostri tempi, a trovare quella strada interiore che porta sempre di più ad un ascolto autentico e profondo di ciò che c’è, ad accettare quell’impegno con se stessi presente sin dal momento in cui siamo nati.

Chi è che ci chiede di impegnarci?
L’Amore!
L’Amore per la Vita, per se stessi, per le creature.

Il sapersi prendere cura di… il saper accogliere il nutrimento da…

Nell’età adulta, la persona deve essere in grado di prendersi cura di sé. Ha tutti gli strumenti per farlo anche se pensa che ciò non sia nelle sue possibilità, ma se si decide di sperimentarsi in questo viaggio verso la conoscenza di sé, si vedrà chiaramente che si è all’altezza di affrontare tematiche dolorose evitate da una vita.
Le cose che amiamo richiedono impegno, non possiamo solamente lasciarci amare, non si può solo prendere e assorbire; questo lo fa un bambino piccolo, dipendente completamente dalla figura di riferimento, egli non può dare, da questo punto di vista è totalmente egoista, mentre un adulto dovrebbe saper bilanciare il momento in cui prendere con il momento in cui dare e offrirsi all’altro.

Ci si offre all’altro nella misura in cui si è capaci di offrire un ascolto e contatto profondi a se stessi.
L’impegno non può che essere con se stessi poiché ciò che facciamo a noi rispecchia esattamente la modalità di come trattiamo gli altri.
La Chiamata, quella che annuncia una nuova avventura e un nuovo viaggio per l’Eroe, è la chiamata per rientrare dentro di sé, è la Chiamata ad una relazione più stretta, intima, è un rientrare alla base, al centro, a casa, un sentire oltre la mente e i pensieri che vagano, è uno stare nella Presenza più totale con il proprio cuore semplice.

L’archetipo dell’Amante ci aiuta e guida in questa espressione d’Amore verso il centro della vita che ci abita, ci insegna appunto ad impegnarci nelle cose che amiamo…ma in tutte le cose che amiamo e che ci aiutano a conoscerci non possiamo dimenticare la fedeltà e il trasporto verso ciò che siamo veramente, desideri, aspirazioni, bisogni, valori e tanto altro nel mare della presenza consapevole. (e.paparoni)

p055_0_00_01

Cosa vuol dire per te essere Respons-abili?

Sembra che lavorare, gestire una casa, una famiglia, dei progetti siano tutti elementi per definire una persona responsabile.
Forse non sono solo questi i fattori che ci fanno affermare di avere un forte senso di responsabilità se nel portare avanti questi impegni si verificano anche delle perdite in termini di energia fisica, emotiva e mentale.

Cosa intendo dire?

Se nel condurre una situazione si impiegano tante forze, se viene richiesto tanto da sentire di essere prosciugati, allora qualcosa non funziona.
Nel portare avanti degli impegni è necessario che ci sia un giusta spesa di energie e un giusto tempo di ricarica.

Gli archetipi che ci danno la misura nel procedere per il verso giusto sono il Guerriero e l’Angelo custode.
Entrambi lavorano molto per proteggere il regno, per curarlo e provvedere ai suoi bisogni.

Il Guerriero sa dire di “no” o “si” in base all’ascolto dei suoi bisogni e in base al rispetto delle regole che detta il Sovrano. Applica la forza senza violenza nei casi in cui è utile un comportamento più incisivo, una comunicazione più ferma che vada a chiarire i confini che delimitano il territorio personale da quello dell’ambiente circostante. Nessuno delle due guide deve essere al comando per avere una situazione di equilibrio interno.
Se il Guerriero eccede con la sua forza, questa diventa rabbia, competizione, conquista, mietendo vittime solamente per scopi egoistici andando anche a suo discapito. Non è necessario fare sempre la guerra soprattutto per chi già la sa fare. Non è necessario diventare dei carboni ardenti solo perché non si è imparato a comunicare in modo assertivo, fermo e deciso.

Questa è una modalità che porta solo ad un dispendio enorme di energie che va a logorare oltre il corpo fisico, anche l’anima e l’ambiente in cui si vive.
Così un Guerriero fiacco non sarà capace di difendere il proprio territorio, farà entrare cani e porci, si farà saccheggiare la casa e tutti i suoi beni, magari pensa ingenuamente (Innocente) che sono tutti buoni e bravi, che è brutto dire di NoPrendersi-cura-330x2201 o scortese, o ancora di più non avrà il coraggio di proteggersi per paura di rimanere  solo perché se dice di no pensa che gli altri lo allontaneranno. Ed ecco che non solo riuscirà a difendere se stesso ma lascerà andare alla rovina anche le cose che ama.

L’equilibrio è necessario con la figura dell’Angelo custode che insegna a prendersi cura non solo degli altri in modo amorevole, ma prima di tutto di se stessi. Possiamo incontrare persone super-impegnate in progetti grandiosi, agenda piena, incontri importanti ma alla fine diventano vuote, da sole sono perse, non hanno più tempo per se stesse e non lo vogliono trovare. Allora quando si vive un eccesso di disponibilità, quando ci si carica troppo di responsabilità che probabilmente vengono tolte a qualcun altro, ci si perde di vista, la solitudine aumenta, il cuore si ammala perché non viene più nutrito.

L’eccessiva predisposizione verso gli altri, rischia di costruire delle relazioni di dipendenza in cui si mette l’altro in una situazione di bisogno che appena lancia un grido subito si corre ad assecondare la sua richiesta. C’è un sentimento compassionevole esagerato, per tutti si prova pena, tutti sono sofferenti e vivono situazioni spiacevoli, così si attiva la pre-occupazione verso gli altri più che verso il proprio stato emotivo. Sono relazioni soffocanti e non permettono di vivere un clima rilassato e soprattutto di rispetto per i propri compiti e di rispetto dei propri spazi personali.

Un’Angelo custode carente, tuttavia, si chiude nel suo egoismo, diventa bisognoso e pensa solamente alle sue questioni personali senza riuscire nemmeno a farlo in modo funzionale e maturo poiché asseconda solamente le istanze del suo bambino non guarito, evitando di assumere un atteggiamento responsabile verso se stesso e quindi verso gli altri.

Questa guida ci insegna la capacità di accudire se stessi, di prestare ascolto autentico ai propri bisogni, porre dei confini rispondenti alle proprie esigenze sì da raggiungere quell’equilibrio tra la cura della propria sfera personale e la cura dell’ambiente. Dare senza eccesso di sacrificio, dare quando è il momento e quando le condizioni interne lo permettono, darI love me written on green chalkboardsi del tempo e le cure necessarie perché questo equilibrio si mantenga, tutto ciò fa parte di un senso di responsabilità sviluppato, adulto, per diventare prima di tutto genitori di se stessi.

Respons-abilità, vuol dire abili a risponde alle richieste, a riconoscere quando sono autentiche, a riconoscere da quale voce provengono e poi attivarsi e mobilitare le proprie risorse. Non ci può essere responsabilità solamente verso una situazione o solamente verso gli altri, se non ci si prende cura della propria vita interiore, chi agirà esteriormente sarà quel bambino interiore che utilizzerà il prossimo per soddisfare i suoi bisogni nascosti rimasti aperti e inconsapevoli. Se si è responsabili nel piccolo così lo si è nel grande.

L’integrazione di queste guide porterà la persona ad un livello tale da diventare padre/madre di se stesso, per ritrovare nel compiere i propri impegni quel senso di libertà e di armonia dove tutto fluisce e dove ci si lascia trasportare da questo flusso di vita. (e.paparoni)